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70 mm |
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Arcadia si è sempre contraddistinta per le presentazioni di film in 70mm. Quanto più lo schermo cinematografico diventa grande, tanto più si sente la necessità di avere proiezioni più stabili, nitide e brillanti. L'utilizzo di questo formato ha quindi permesso al grande schermo della sala Energia di avvolgere gli spettattori con straordinarie immagini. La definizione che il 70mm può fornire è circa quattro volte più grande rispetto a quella di una tradizionale pellicola 35mm e tale qualità fornisce al pubblico un maggiore coinvolgimento emozionale.
Tra i numerosi film che Arcadia ha presentato in 70mm ricordiamo:
Blade Runner, Alien, Aliens, Total Recall, Die Hard 2, L'Ultimo Imperatore, La Bella e la Bestia, Cuori Ribelli, Piccola Buddha, Il Tè nel Deserto, The Doors, Pink Floyd-The Wall, The Abyss, Intolerance, Lawrence d'Arabia, Balla coi Lupi, Dick Tracy, 007 Il Domani Non Muore Mai, Armageddon, 2001 Odissea nello Spazio.
Tutte le proiezioni in 70mm che si sono svolte in Arcadia rappresentano il punto di arrivo di una lunga serie di innovazioni tecnologiche le cui origini risalgono all'inizio del secolo.
Nel 1907 un accordo internazionale definì la pellicola 35 mm come il formato standard per i film commerciali. Il fotogramma occupava 4 perforazioni e il suo rapporto base-altezza era di 1,33x1. Questo era anche il formato che Thomas Edison utilizzava per il suo Kinetoscope.
Poiché la maggior parte dei film veniva realizzato negli Stati Uniti, tale formato venne presto accettato in tutto il mondo. Il motivo per cui non ci fu nessun impulso ad imporre uno standard diverso era perché, nei primi anni dell'industria cinematografica, il solo fatto di "andare al cinema" era gia di per se una grande esperienza. Alla maggior parte dei produttori non interessava competere da un punto di vista tecnico e l'unico interesse era quello di guadagnare il più possibile dalle loro pellicole (forse l'unico interesse che si è sempre mantenuto costante nel tempo...).
Negli anni '30 alcune grandi case di produzione americane si avventurarono in formati più grandi del 35mm, ma furono solo sporadici esperimenti utilizzati in brevi cortometraggi.
Negli anni '50 con l'arrivo della televisione un'altra grande rivoluzione era alle porte. Per riconquistare il pubblico che aveva abbandonato la sala cinematografica in favore del piccolo schermo televisivo, i grandi studios pensarono di ingrandire gli schermi cinematografici con le più svariate invenzioni.
Sistemi come il Cinerama (1952), il CinemaScope (1953), il VistaVision (1954) e il Technirama (1957) vennero lanciati sul mercato per la gioia e il dolore degli esercenti che vedevano si tornare il pubblico nelle sale ma a fronte di grandi investimenti tecnologici. Lo svantaggio di questi sistemi però era che si basavano ancora sul tradizionale formato 35mm e quindi le immagini non potevano essere ingrandite molto a causa dell'elevata granulosità delle pellicole.
Si pensò allora di ricorrere a formati più grandi: CinemaScope 55 (1956), MGM Camera 65 (1957), Ultra Panavision 70 (1959), Super Technirama 70 (1959) e Dimension 150 (1963) sono solo alcuni dei sistemi che furono inventati, ma su tutti il più famoso e quello di cui si hanno maggiori informazioni fu sicuramente il Todd-AO (1955).
Dopo che il film This is Cinerama del 1952 guadagnò 4,5 milioni di dollari ottendo il tutto esaurito per due anni nello stesso cinema di New York, Hollywood si convinse che "il grande schemo" con un rapporto base-altezza non più limitato all'ormai troppo "televisivo" 1,33x1 fosse necessario per riguadagnare l'attenzione degli spettatori.
Uno dei principali sostenitori e finanziatori del Cinerama (un sistema che prevedeva tre pellicole 35mm sincronizzate e proiettate una a fianco dell'altra per dare l'idea di un'unica grande immagine) era Michael Todd.
La sua idea era di trasformare gli spettacoli in Cinerama non in semplici film, ma in veri e propri eventi.
Quando This is Cinerama terminò la sua programmazione, benchè fosse proiettato in soli 17 cinema in tutto il mondo, era già diventato il terzo più grande successo nella storia del cinema.
Anche se Todd credeva che il Cinerama fosse un sistema rivoluzionario, sapeva anche che c'erano degli inconvenienti che non potevano essere ignorati se l'obiettivo era quello di realizzare film con delle storie e non semplici test dimostrativi come lo era stato This is Cinerama, che in realtà non era un film a soggetto ma una serie di immagini che ne dimostravano le sue potenzialità. Il pricipale di questi inconvenienti erano le fastidiose linee verticali sullo schermo dove le tre immagini si univano, oltre naturalmente alla difficoltà di sincronizzare i tre proiettori.
Il Cinerama era troppo complesso e troppo costoso soprattutto per gli esercenti. L'idea di Todd era quella invece di creare un nuovo sistema che fosse universalmente accettato ed ecomonicamente pratico e a causa di queste sue convinzioni dovette abbandonare la Cinerama Inc.
Michael Todd si rivolse quindi al Dott. Brian O'Brien che era a capo della sezione ricerche della American Optical Company e gli commissionò un sistema di ripresa e di proiezione che avesse lo stesso impatto del Cinerama ma dove, come disse lo stesso Todd "...il tutto sarebbe uscito da un unico buco...".
Il Dott. O'Brien decise che per riempire schemi molto grandi si sarebbe dovuto ingrandire il negativo di partenza e utilizzando lenti create appositamente si sarebbe ottenuta una definizione pari a quella del Cinerama.
Fu deciso che il negativo di partenza sarebbe stato largo 65mm e il fotogramma avrebbe occupato 5 perforazioni in altezza invece delle normali 4. In questo modo si veniva a creare un'immagine la cui area era circa quattro volte più grande di quella contenuta nelle tradizionali pellicole 35mm. Per eguagliare anche l'audio del Cinerama, fu scelto un sistema a sei piste magnetiche, ma mentre nel Cinerama la colonna sonora era separata dal film e veniva letta in sincrono con l'avanzamento della pellicola, nel Todd-AO l'audio sarebbe stato inserito su delle piste magnetiche posizionate direttamente lungo i bordi della pellicola. Per fare spazio a queste piste di decise quindi di realizzare le copie per le sale cinematografiche in 70mm con un rapporto finale di 2,21 x 1.
Gli sforzi congiunti di Michael Todd e della American Optical Company nel perfezionare questo nuovo sistema portarono alla creazione nel 1955 del più famoso e duraturo esempio di grande formato nella storia del cinema: il Todd-AO.
Nel 1929 la Fox, la MGM e la United Artist avevano già introdotto il 70mm per un breve periodo. Le vecchie macchine da presa Mitchell che utilizzavano il negativo 65mm esistevano ancora; Todd organizzò un test per dimostrare la validità del sistema mentre la Mitchell Camera Company si impegnava a costruire nuove macchine da presa.
La Phillips Company in Olanda fu contattata per costruire gli speciali proiettori necessari per le nuove pellicole 70mm, ma quello che ne determinò il successo fu che, mediante piccoli interventi fatti dall'operatore stesso, il medesimo proiettore 70mm poteva essere convertito in 35mm.
Michael Todd aveva scoperto la parola chiave del suo successo: compatibilità.
Il sistema fu subito un successo, le immagini erano molto definite e brillanti, il suono stereofonico era lo stato dell'arte, ma soprattutto ogni cinema equipaggiato col Todd-AO poteva tranquillamente proiettare pellicole in 70mm, in 35mm non anamorfico e in CinemaScope (35mm anamorfico).
Inizialmente i film in Todd-AO erano girati e proiettati a 30 fotogrammi al secondo così da evitare l'effetto stroboscopico durante le panoramiche, ma solo i primi due film vennero girati in questo modo, Oklahoma! (1955) e Il Giro del Mondo in 80 Giorni (1956), mentre il terzo film, South Pacific (1958), fu girato a 24 fotogrammi al secondo senza causare grandi perdite nella qualità delle immagini proiettate.
E' curioso notare come i primi due film furono girati contemporanemante sia in 70mm che in 35mm anamorfico e questo per due ragioni. Prima di tutto all'epoca delle riprese non si sapeva se il sistema avrebbe avuto o no il successo sperato e in secondo luogo non esisteva ancora una stampante ottica per ridurre il 65mm in 35mm anamorfico. Quindi per assicurare la distrubuzione del film anche a quegli esercenti non attrezzati col Todd-AO venne realizzata anche una versione in 35mm CinemaScope che, tra l'altro, è quella che fu utilizzata per la televisione e l'home video.
Il Todd-AO non fu semplicemente un sistema per il grande schermo, molta importanza venne data anche al campo visivo inquadrato. Le lenti utilizzate per le riprese in 65mm infatti erano classificate non secondo una lunghezza focale, come accade oggi, ma secondo l'angolo visivo che coprivano. C'erano quattro ottiche principali che potevano coprire dal campo lungo, con il famoso "bug-eye" da 128° di campo visivo, ai più semplici grandangoli da 64°, 48° e 37°.
I film realizzati in Tood–AO furono:
Oklahoma! (Magna, 1955), The Trill of Todd-AO (short subject) (Magna, 1955), Il Giro del Mondo in 80 Giorni (UA, 1956), South Pacific (Magna, 1958), Porgy and Bess (Col, 1959), The Alamo (UA, 1960), Can-Can (20th-Fox, 1960), Cleopatra (20th-Fox, 1965), La Passione e L’Estasi (20th-Fox, 1965), Tutti Insieme Appassionatamente (20th-Fox, 1965), Quei Magnifici Uomini sulle loro Macchine Volanti (20th-Fox, 1965), Doctor Dolittle (20th-Fox, 1967), Star! (20th-Fox, 1968), 2001: Odissea nello Spazio (MGM, 1968 filmato in Todd-AO e Super Panavision 70), Airport (Univ, 1969), Krakatoa East of Java (CRC, 1969 filmato in Todd-AO e Super Panavision 70), The Last Valley (CRC, 1971).
Negli anni '60 la Panavision, società americana leader nella costruzione di ottiche e macchina da presa, visto il successo del Todd-AO cercò di sviluppare il proprio sistema 70mm utilizzando le sue lenti e le sue cineprese chiamandolo Super Panavision 70.
Tecnicamente era identico al Todd-AO, l'unica differenza riguardava la denominazione delle lenti; la Panavision scelse di chiamarle secondo la loro lunghezza focale e non secondo il campo visivo che coprivano come invece accadeva nel Todd-AO. Le nuove ottiche andavano da 12,8mm (il "bug-eye" 128°) fino al 150mm (19°).
I film realizzati in Super Panavision 70 furono:
Exodus (UA, 1960), West Side Story (UA, 1961), Lawrence of Arabia (Col, 1962), Cheyenne Autumn (WB, 1964), My Fair Lady (WB, 1965), Lord Jim (Col, 1965), Grand Prix (MGM, 1966), Ice Station Zebra (MGM, 1968), Chitty Chitty Bang Bang (UA, 1968), 2001: Odissea nello Spazio (MGM, 1968 filmato in Todd-AO e Super Panavision 70), L’Oro dei Mackenna (Col, 1969 iniziato in Super Panavision 70, ma terminato in Panavision anamorfico), Krakatoa East of Java (CRC, 1969 filmato in Todd-AO e Super Panavision 70), La figlia di Ryan (MGM, 1970), Song of Norway (CRC, 1970), Tron (BVD, 1982), Brainstorm (MGM/UA, 1983).
Nel 1963 la Panavision progettò una nuova stampante ottica che permetterva di ricavare delle copie in 70mm da film girati originariamente in 35mm anamorfico. Questo procedimento, tecnicamente chiamato 70mm blow up, permetteva ai film in 35mm di avvalersi di una presentazione migliore ma soprattutto della superiore qualità del suono magnetico. All'epoca infatti la quasi totalità dei film aveva ancora l'audio monofonico e perciò l'essere in grado di sfruttare i sei canali delle piste magnetiche e un'immagine in 70mm significava un notevole miglioramento nella proiezione di un film.
Il successo fu immediato, moltissimi film ricevettero un presentazione 70mm blow up e il sistema divenne popolare più che mai.
Agli inizi degli anni '90 la definizione delle pellicole 35mm, aveva raggiunto un buon livello e la nascita del suono digitale applicato al 35mm, molto meno costoso rispetto alle piste magnetiche ma con un ottima qualità, avevano reso obsolete le presentazioni in 70mm blow up.
Bisognerà aspettare fino al 1996 per una timida rinascita di questo sistema quando il suono digitale DTS fu utilizzato per la prima volta anche per le copie in 70mm. Questo grazie alla versione restaurata di Vertigo (1958) di Alfred Hitchcock che venne presentato in 70mm con la nuova colonna sonora DTS-70.
Oggi purtroppo il 70mm sopravvive solo grazie alle produzioni in Large Format e a quelle sale cinematografiche che sono in grado di proiettarle. Sicuramente in futuro quando la pellicola 35mm lascerà il posto alle immagini digitali, la qualità delle proiezioni in 70mm farà la differenza e magari si ritornerà a girare in questo formato per esaltare a pieno film spettacolari e di grande impatto visivo.
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